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I Lunghi Anni dell'Oblio


 

Con la retrocessione del Mantova in serie C si chiude un ciclo fantastico che aveva portato la città e la squadra, all’unisono, alla ribalta nazionale. Una storia quasi ammantata di magia, con quella scalata vertiginosa dal calcio dilettantistico alla serie A che non ha più avuto uguali nella storia. L’altrettanto repentina ricaduta in due anni dalla massima divisione al semiprofessionismo sembra ugualmente incredibile: e dal 1973 ogni anno il Mantova riparte con grandi ambizioni, dando quasi per scontato il ritorno nel calcio che conta. Al contrario, inizia un momento buio per la squadra cittadina, con frequenti cambi societari non supportati da risultati oggettivi. Nel 1977-78, con Ugo Tomeazzi in panchina, il Mantova arriva terzo guadagnando l’accesso alla nuova C1, dalla quale si può salire direttamente in B. Ma dopo l’illusione della stagione 1980-81 (lungo testa a testa con la Reggiana, che vincendo al Martelli prende il volo), l’anno dopo il Mantova addirittura retrocede in C2, ovvero la vecchia quarta serie. Nel 1983 la società presieduta da Paolo Artioli viene dichiarata fallita pur salvando la categoria: da queste ceneri nasce la Nuova Ac Mantova, gestita a lungo da imprenditori veronesi (prima Vassanelli, poi Natale e Luigi Pasquali) che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 fa l’ascensore tra C2 e C1, con due ‘promozioni e altrettante retrocessioni. Memorabile il successo della stagione 1985-86, giunto dopo uno spareggio esaltante con l’Ospitaletto vinto ai rigori (4-3) sul neutro di Piacenza, con oltre 12.000 mantovani al seguito. Alquanto deludente, al contrario, il campionato 1990-91, che vede il Mantova concludere all’ultimo posto un torneo costellato di pesanti batoste. Con l’avvento del presidente Paolo Grigolo rinasce l’entusiasmo: il costruttore veronese riunisce le glorie Giagnoni e Tomeazzi per una squadra che stravince la C2 (1992-93) e l’anno dopo arriva ad un passo dalla B, prima superata dal Chievo nel finale di stagione e poi battuta ai playoff dal Como, pure giunto quinto a 15 punti. E’ solo l’inizio di una tragedia sportiva che si materializza nell’estate con il secondo fallimento che stavolta significa esclusione dal panorama professionistico. Il Mantova riparte dall’Eccellenza regionale, con Romano Freddi presidente: con due promozioni in tre anni ritorna presto in C2, dove però si ferma per sette stagioni consecutive.

a cura di Alberto Sogliani
 

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