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Dal Dopoguerra Al Piccolo Brasile


   

Dalle macerie della guerra, nel 1945 la gloriosa ACM risorge, seppur con qualche difficoltà. La squadra si iscrive alla serie B (sole 12 squadre) e termina il suo primo torneo al decimo posto. Ottavo posto l’anno dopo, con il ritorno dell’inossidabile Reggiani in panchina, ma dal campionato 1948-49 la ristrutturazione dei tornei porta il Mantova in serie C, dove peraltro i biancocelesti si fanno onore. Tre tornei dove arrivano quinti, quarti ed addirittura secondi nel 1951-52 con il suzzarese “Nano” Marmiroli a guidare la squadra: è un campionato di grandi soddisfazioni, con 77 gol realizzati e la vittoria finale sfumata solo per un paio di sconfitte (Parma e Pro Lissone) ed una grande avversaria, il Piacenza, che finirà a 55 punti contro i 52 del Mantova. Il secondo posto comunque consentirà di guadagnare l’accesso alla nuova C nazionale. Purtroppo però la crisi economica tarpa le ali alle ambizioni dei virgiliani: nel 1953-54 la squadra retrocede con l’ultimo posto (17 punti) e solo 3 vittorie, Si riparte dunque dalla Quarta serie, con presidente Arnaldo Bellini ed una squadra rifatta ex-novo con tutti ragazzi giovani e mantovani. Ma da quelle ceneri sta nascendo una favola.
Quei ragazzi, infatti, molti dei quali provenienti dalla squadra cittadina del Sant’Egidio, stanno disegnando il futuro. Il resto lo fa un allenatore debuttante, Edmondo Fabbri, romagnolo di Castelbolognese, che plasma un gruppo a sua immagine e somiglianza. Dopo una stagione di assestamento, dal 1956-57 inizia una scalata senza precedenti per la squadra che nel frattempo ha trovato l’abbinamento pubblicitario con la ditta di petroli OZO. Quattro promozioni in cinque anni portano il Mantova, ora biancorosso, dalla IV serie di Eccellenza alla serie A. Il campionato più epico è forse il 1958-59, serie C, dove strapazza gli avversari guadagnandosi da un giornale di Lucca l’appellativo di Piccolo Brasile. Finisce in modo ancora più prosaico: la squadra approda in B dopo uno spareggio in campo neutro, a Genova, il 28 giugno 1959, contro il Siena, in dieci contro undici (1-0). Dopo una stagione di assestamento in B, nel 1960-61 il Mantova e Fabbri compiono il capolavoro: secondo posto alle spalle del Venezia e prima, storica, promozione in A. Una città ed una provincia intera sognano ad occhi aperti.

a cura di Alberto Sogliani
 

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